Jeanne Baret

Jeanne Baret: storia di un’esploratrice

Jeanne Baret, la donna esploratrice che si finse uomo per amore della scienza: a lei dobbiamo la scoperta della Bouganvillea

La storia di Jeanne Baret è esemplare, anche se è stata dimenticata per centinaia di anni, finché Google non ha deciso di celebrarla in uno dei suoi doodle.

Nata in Francia a La Comelle il 27 luglio del 1740, la ragazza partì a soli 26 anni per il giro del mondo non come esperta botanica qual era, ma come assistente del suo amante, il medico Philibert Commerson.

La spedizione è nota: Antoine de Bougainville, esploratore, matematico ed ammiraglio, aveva ottenuto da Luigi XV l’autorizzazione a circumnavigare il globo. Fu a fine dicembre del 1766 che la Baret e Commerson si unirono alla spedizione di Bougainville nel porto di Rochefort, dove vennero assegnati alla nave magazzino, l’Étoile. Grazie all’enorme quantità di oggetti e strumenti scientifici portati a bordo da Commerson, il capitano della nave concesse agli amanti l’uso della sua cabina. Solo così la Baret riuscì a imbarcarsi in incognito, mantenendo il segreto per qualche tempo.

Fin dall’inizio del viaggio nei diari di bordo veniva discusso il sesso di Jeanne Baret, ma solo quando la spedizione, nel 1768, raggiunse Tahiti la ciurma ne ebbe conferma. Per qualche tempo si fermarono alle Mauritius dove, pochi anni dopo, nel 1773, morì Commerson, pare di malattia. Avendo poche risorse finanziarie, per Jeanne Baret fu un duro colpo: venne abbandonata, senza alcuna possibilità di tornare in Francia. Fortunatamente, un paio d’anni dopo, incontrò Jean Dubernat, ufficiale che aveva fatto tappa sull’isola mentre stava navigando verso la madre patria. I due si sposarono e la Baret riuscì a completare, dopo 10 anni, il suo giro del mondo.

Il ministero della Marina francese la ricorda così: “Jeanne Barré, grazie ad un travestimento, circumnavigò il globo su uno dei vascelli comandati da de Bougainville. […] Sua Altezza è stato abbastanza gentile da concedere a questa donna straordinaria una pensione di 200 livree da prelevare dal fondo per invalidi, e questa pensione verrà pagata dall’1 gennaio 1785“. Grazie a questa donna incredibile – e al suo amante – oggi conosciamo la Bougainvillea: quando la spedizione raggiunse Rio de Janeiro, i due raccolsero campioni di una pianta che chiamarono così proprio in onore dell’ammiraglio Antoine de Bougainville.


Ti consigliamo di leggere questo libro:

Atlante dei Grandi Esploratori di Isabel Minhos Martins, Bernardo Carvalho
Ordinalo su Macrolibrarsi

Leggi anche: “Continenti: una nuova ricerca riscrive la storia della terra

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *