Pfizer

Pfizer, quando la vendita supera la multa

Per un gigante come Pfizer, i milioni di dollari sborsati ogni anno in multe e sanzioni altro non sono che un ulteriore costo di business riassorbibile in pochissimo tempo a spese dei consumatori

Il 9 novembre 2020, l’americana Pfizer – cioè la più grande società del mondo operante nel settore della ricerca, della produzione e della commercializzazione di farmaci – ha annunciato di aver trovato un vaccino per il COVID-19. Secondo quanto dichiarato dalla stessa Pfizer, che sostiene un’efficacia sul 90% dei casi testati, entro fine dell’anno saranno pronte oltre 50.000.000 di dosi.

Lo stesso giorno dell’annuncio del vaccino alla stampa, le azioni della società – il cui fatturato annuo è pari a circa 53 miliardi di dollari ed il cui principale azionista è niente meno che il fondo Balck Rock – hanno registrato un balzo del 16% in Borsa. Contestualmente, Albert Bourla, amministratore delegato di Pfizer, ha concluso la vendita del 62% delle proprie quote azionarie, segnando così un guadagno personale di circa 5,5 milioni di dollari. Nulla di illegale: Pfizer non è un ente benefico né tanto meno una ONLUS o una ONG. Come per ogni azienda, l’obiettivo della casa farmaceutica è e rimane pertanto il guadagno economico.

Guadagno economico spesso raggiunto anche a fronte di azioni legali perpetuate a suo carico da numerosi governi ed organizzazioni. Spesso, il ricavo derivante dalla vendita di  farmaci è fruttato all’azienda molto più di quanto costatogli in multe o sanzioni.

In un articolo del 2010 firmato dalla giornalista scientifica Melanie Newman si legge per esempio che: il 2 settembre 2009 la Pfizer ha subito la più grande multa mai comminata dal Dipartimento della Giustizia USA ad una azienda farmaceutica per l’uso non approvato (off-label) di alcuni farmaci (valdecoxib, ziprasidone, linezolid, e pregabalin) e la contestuale corruzione di medici al fine di aumentare maggiormente le vendite di tali farmaci. Una pratica del tutto illegale e fraudolenta, costata a Pfizer la bellezza di 2,3 miliardi di dollari di multa. Poca roba se si considera che – come evidenziato da The New York Times –  2,3 miliardi corrispondono per Pfizer a meno di tre settimane di vendite.

Tutto calcolato: per Pfizer – così come per molte altre azienda dal fatturato miliardario – le multe vengono calcolate e gestite nient’altro che come un ulteriore costo di business riassorbibile in pochissimo tempo a spese dei consumatori. 

Dalla sperimentazione illegale in Nigeria al marketing illegale del Bextra, del Neurontin, del Genotropin e di numerosi altri farmaci, basta una breve ricerca per rendersi conto dello straordinario numero di inchieste e cause legali intentate a vario titolo contro Pfizer. Il meccanismo rimane tuttavia lo stesso, tanto semplice quanto palese: quando (e se) arriva la multa, l’azienda paga, sapendo che, nel frattempo, grazie alla vendita e all’operato “illegale”, il suo fatturato è enormemente cresciuto. Obiettivo raggiunto. 

Leggi anche: Beneficenza, quando i filantropi incassano miliardi

Condividi questo articolo
Share on Facebook
Facebook
Pin on Pinterest
Pinterest
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *