Sette cose che ci insegna il coronavirus

Che cosa ci sta insegnando questo nuovo coronavirus su noi stessi, sulla nostra condizione e sul nostro modo di percepire ciò che accade intorno a noi?

Un articolo su L’Internazionale scritto dall’esperta di comunicazione Annamaria Testa prende in esame sette questioni correlate all’avvento del nuovo coronavirus.

Innanzitutto il “Butterfly Effect”: se alcune condizioni si modificano anche di poco in un sistema complesso le conseguenze potrebbero essere enormi.

Secondariamente siamo tutti strettamente legati: il mondo è globale e la globalizzazione, con movimento di merci, persone, animali, porta con sé anche le malattie come il nuovo coronavirus.

L’Europa è famosa in tutto il mondo per i suoi virus. Vaiolo, influenza, difterite e morbillo uccisero, per citare il caso più famoso, oltre il 95% degli indigeni americani in soli cento anni.

“Lavarsi sempre le mani”: ce lo ripetevano sempre i genitori da piccoli. Altro che guanti che portano con sé tutti i batteri finché non li gettiamo (inquinando così il nostro pianeta e di conseguenza noi stessi). Il lavaggio delle mani è il gesto più semplice e importante per prevenire qualunque malattia, anche il nuovo coronavirus.

Ci insegna qualcosa anche su esclusione e razzismo. E sulla manipolazione delle masse – ci permettiamo di aggiungere. Quando si vive un periodo di incertezza soggetti più o meno consapevoli possono manipolare la situazione e orientare le paure delle persone. Basti pensare agli “haters dei runner” che si sono scatenati nei mesi di chiusura.

Ultimo, ma non meno importante, i rischi più gravi. Nessuno nega l’impatto del nuovo coronavirus sulla popolazione mondiale, ma ricercatori, studiosi ed esperti in tutto il mondo ci mettono in guardia da quelle che sono le vere sfide del XXI secolo. Dal necessario cambiamento di paradigma economico, ormai giunto alla fine, ai cambiamenti climatici antropici, passando per la sesta estinzione di massa che, unita alla crisi della biodiversità che stiamo affrontando, è il rischio più grande non solo per noi esseri umani, ma per l’intero pianeta.

Leggi l’articolo su L’INTERNAZIONALE

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